Il libro: Il capitalismo della sorveglianza

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Il capitalismo della sorveglianza, di Shoshana Zuboff è pubblicato da LUISS.

Il capitalismo della sorveglianza di Shoshana Zuboff

L’era che stiamo vivendo porta con sé una minaccia per la natura umana: un’architettura globale di sorveglianza, ubiqua e sempre all’erta, osserva e indirizza il nostro comportamento per fare gli interessi di pochi. È il “capitalismo della sorveglianza“, lo scenario alla base del nuovo ordine economico che sfrutta l’esperienza umana sotto forma di dati come materia prima per pratiche commerciali segrete e il movimento di potere che impone il proprio dominio sulla società, sfidando la democrazia e mettendo a rischio la nostra stessa libertà.

💡 3 Idee importanti

Il capitalismo della sorveglianza si appropria dell’esperienza umana usandola come materia prima da trasformare in dati sui comportamenti. Alcuni di questi dati vengono usati per migliorare prodotti o servizi, ma il resto diviene un surplus comportamentale privato, sottoposto a un processo di lavorazione avanzato noto come “intelligenza artificiale” per essere trasformato in prodotti predittivi in grado di vaticinare cosa faremo immediatamente, tra poco e tra molto tempo. Infine, questi prodotti predittivi vengono scambiati in un nuovo tipo di mercato per le previsioni comportamentali, che io chiamo mercato dei comportamenti futuri.

Il capitalismo della sorveglianza opera sfruttando un’asimmetria senza precedenti della conoscenza e del suo potere. I capitalisti della sorveglianza sanno tutto di noi, mentre per noi è impossibile sapere quello che fanno. Accumulano un’infinità di nuove conoscenze da noi, ma non per noi. Predicono il nostro futuro perché qualcun altro ci guadagni, ma non noi. Finché il capitalismo della sorveglianza e il suo mercato dei comportamenti futuri potranno prosperare, la proprietà dei nuovi mezzi di modifica dei comportamenti eclisserà i mezzi di produzione come fonte della ricchezza e del potere capitalista nel Ventunesimo secolo.

Le fortezze per proteggere Google, e in seguito altri capitalisti della sorveglianza, da critiche e interferenze politiche sono state erette in quattro ambiti chiave:

  1. dimostrando che Google è in possesso di competenze senza pari da sfruttare nelle campagne elettorali;
  2. sfumando deliberatamente le differenze tra interessi pubblici e privati tramite collaborazioni e attività di lobbying molto aggressive;
  3. creando un sistema di “porte girevoli” per il personale di Google e dell’amministrazione Obama, unite da affinità elettive negli anni che vanno dal 2009 al 2016, fondamentali per la crescita di Google;
  4. la campagna d’influenza sulla ricerca accademica e sul discorso culturale complessivo, fondamentale per la decisione delle policy, per la pubblica opinione e la percezione politica.

🎤 2 Citazioni

Il capitalismo della sorveglianza è nato digitale, ma come vedremo nei capitoli a venire non è più confinato nell’ambito delle aziende digitali. Questa logica per trasformare gli investimenti in guadagni è altamente adattabile e incredibilmente remunerativa, perlomeno se le materie prime sono gratuite e la legge viene tenuta alla larga. La rapida migrazione verso i guadagni della sorveglianza alla quale stiamo assistendo ci riporta alla fine del Ventesimo secolo e al passaggio dai guadagni ottenuti mediante beni e servizi a quelli propri del capitalismo finanziario e ottenuti mediante speculazioni e strategie volte a massimizzare il valore delle quote azionarie.

Pretendere il rispetto della privacy da parte dei capitalisti della sorveglianza o di svolgere attività di lobbying per porre fine alla sorveglianza commerciale su internet è come chiedere a Henry Ford di assemblare a mano ogni singola Model T, o a una giraffa di accorciarsi il collo. Richieste simili sono minacce mortali, perché violano i meccanismi di base e le leggi della dinamica che consentono le concentrazioni di conoscenza, potere e ricchezza di questo leviatano del mercato.

🏆 1 Insegnamento

L’inevitabilismo presenta come un progresso la condizione in cui viviamo oggi, ma nasconde la realpolitik del capitalismo della sorveglianza che opera dietro le quinte. Noi sappiamo che ci sono vie alternative percorribili da un sano capitalismo dell’informazione in grado di offrire soluzioni adatte a una terza modernità. Si tratta di promuovere scelte consapevoli e non cedere a chi pensa che non si possa fare nulla per cambiare le cose.


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